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Oriente di prato

CORDA FRATES

Scritto da  | Pubblicato in: Logge

La "Corda fratres" fu una federazione internazionale studentesca di primissimo piano, fondata nel 1898 dal torinese Efisio Giglio-Tos e che poté vantare fra i propri soci e presidenti figure come quelle di Angelo Fortunato Formiggini (editore e uomo di cultura ebreo modenese), di Guglielmo Marconi e di Giovanni Pascoli. Alla base della filosofia dell’Associazione c´è un sentimento: si parla di "cuori gemelli", di una fratellanza fatta di vincoli destinati a durare tutta la vita, di legami "sentiti oltre i contrasti contingenti, comprese le scelte politiche e le opinioni religiose, al di là delle quali i compagni di scuola e/o d’arme si riconobbero reciprocamente un’identità più forte, la comunanza di destini, sia pure perseguiti per vie differenti e talora alternative". Tutta un’altra cosa, rispetto alle odierne spinte "mondialiste" e "globalizzatrici". L’elemento fondante di associazioni quali la Corda Fratres era la comunanza di valori, la goliardia, intesa non nell’accezione meramente ludica della vita degli studenti universitari, ma come occasione di una loro autoformazione civile nella prospettiva di una genuina e libera fratellanza internazionale perché: "è solo con lo scambio e con la discussione vicendevole delle proprie idee che gli studenti di tutto il mondo possono unirsi in fraterna alleanza, arricchire le proprie cognizioni e far valere i propri diritti”. E’ estremamente interessante quest’associazione, non a caso seguita dalla massoneria. La Corda Fratres, non fu per niente "più massonica dei tanti club services quali Rotary, Lions, Kiwanis, alla cui origine, anzi, a differenza di quanto consta per il sodalizio ideato da Giglio-Tos, si rinvengono massoni attivi e quotizzanti". L’interesse della Massoneria per i cordafratini fu semmai inevitabile: presente in Parlamento, nelle Università, nei più disparati settori dello stato, certo la massoneria non si poteva disinteressare di una simile associazione. Ma si trattò - è bene sottolinearlo - di un interesse su un piano a dir poco "alto": una reciproca attrazione dovuta al fatto che la Corda Fratres, sostenitrice di una fratellanza universale improntata al rispetto delle differenze e non all´omologazione, non poteva non giungere a utilizzare il cifrario libero-muratorio (dialogo, tolleranza, rifiuto delle discriminazioni, emancipazione... e soprattutto libertà). Un credo profondo, questo, che portò di volta in volta la "Corda Fratres" a rifiutare un’impostazione partitica o parapartitica, piuttosto che a schierarsi compattamente contro l’anti-semitismo. Ci piace ricordare queste parole, scritte da Formiggini: "solo gli animi e i cuori veramente liberi e liberali possono comprendere, nel significato più sano, il nostro meraviglioso ideale di giustizia universale". E non a caso la politica della "Corda Fratres" non fu mai orientata secondo gli schemi degli statalisti di ogni tempo, cioè a prendere il controllo della "cosa pubblica", quanto semmai ad aumentare la propria influenza ed il proprio "peso" nella società civile. La sfida di ieri dei "cordafratini" è forse la stessa di noi tutti oggi.

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Oriente di Prato

Gran Loggia d'Italia degli A.L.A.M.

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